Focus Adriano Olivetti: lesson learned

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Lo scorso venerdì Nativa ha partecipato al V Focus Adriano Olivetti, che si è tenuto presso l’International Training Centre dell’ILO, a Torino.

 

Abbiamo parlato con persone straordinarie provenienti da ogni ambito, che hanno rivoluzionato la propria vita e l’hanno dedicata a fare qualcosa che prescinde dalle mansioni lavorative e dai ritmi quotidiani. Il Forum Adriano Olivetti ci ha offerto la possibilità di riflettere sul pensiero di Olivetti e della sua rilevanza filosofica e politica ancor più che economica al giorno d’oggi.

Olivetti infatti proponeva oltre ad un pensiero personale, un’esperienza, volta all’operare, al fare, per cui l’innovazione non è solo concetto, ma diventa coscienza.

La democrazia di cui scriveva, è intesa come government by discussion, che mette al centro i lavoratori, che hanno una voce e vengono visti, diventando così un’idea funzionale.

Ascoltando la testimonianza di imprenditori straordinari, umani ed attivisti, ci è venuto in mente che quelle erano B Corp. Erano persone B Corp.

D’altronde le aziende B Corp sono fatte di persone B Corp, e si può essere B Corp anche se non si è imprenditori.

E Olivetti è stato secondo noi certamente un imprenditore illuminato, precursore e geniale e anche B Corp. Se da una parte ha dato rilievo alla cultura del fare, crediamo però la sua vera rivoluzione sia stata nel mettere al centro dell’attenzione l’importanza delle domande rilevanti per i bisogni presenti e dell’immediato futuro, più che le risposte. Quello che secondo noi ha reso Olivetti un pioniere dell’azienda B Corp e dell’innovazione sostenibile è stato l’aver guardato al profitto come un mezzo più che come un modello di impresa, mettendo in primo piano la produzione del bene comune, vissuto come una corrente di pensiero da divulgare.

Se è vero come è vero che la B Corp è l’azienda umana per eccellenza, merita una menzione speciale il Professor Olmo, speaker del Focus, che ha parlato di serendipità nell’era digitale, un argomento non disconnesso dal modus operandi di Olivetti né da quello delle B Corp. In città che non hanno più limiti geografici, dove quindi non ha più senso parlare di “cittadinanza”, i luoghi in cui si costruisce la democrazia, come la piazza che consente l’incontro del burbero e dello studioso, la serendipità diventa intangible, non irreale, ma certamente fatto tecnologico e digitale, sosteneva il Professore.

Ecco, il Focus Olivetti ha creato invece, in tempi così complessi in cui vivere, proprio serendipità: facendo incontrare menti affini che vanno nella stessa direzione, perchè possano creare cose buone.