OVS pubblica i Circular Fashion System Commitments

Silvia Zanazzi

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photo credit: I:CO

Non esiste prodotto migliore del prodotto che esiste già. L’adozione di un sistema circolare che promuova il riuso dei prodotti e dia valore alle risorse impiegate anche a fine vita, è un passaggio ovvio e necessario per la sopravvivenza del sistema in cui viviamo. Questo si applica anche all’industria del fashion che è seconda solo a quella del petrolio per gli impatti negativi a cui si associa. Continuiamo a produrre nuovi capi di abbigliamento che per la maggior parte finiscono in discarica dopo pochi mesi di utilizzo. Un’enorme spreco di risorse su cui intervenire adesso anche sotto la pressione del continuo aumento della domanda, che porterà la produzione mondiale di indumenti a crescere del 63% entro il 2030.

Un importante passo in questa direzione è stato compiuto da 64 aziende della moda che a dicembre hanno pubblicato i propri obiettivi di partecipazione al 2020 Circular Fashion System Commitment, la call to action lanciata durante lo scorso Copenaghen Fashion Summit per promuovere una moda circolare.

Tra queste OVS, unica azienda italiana a partecipare, si è distinta per la portata degli impegni sottoscritti (qui i dettagli).

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Con la guida di Nativa, OVS sta portando avanti un programma strategico di innovazione sostenibile, OVS #wecare, che coinvolge tutti i rami aziendali. In particolare, OVS si impegna ad accelerare la transizione verso un sistema circolare che rigeneri i materiali, creando nuove opportunità di design innovativo, maggiore coinvolgimento attivo dei clienti e costruzione di valore economico condiviso.

Un elemento importante del programma prevede l’adozione di uno strumento di rating e design sviluppato da Nativa che guidi i responsabili di prodotto a comprendere l’impatto delle proprie scelte nell’intero ciclo di vita e che OVS applicherà per misurare entro il 2020 l’indice di ciclicità di tutti i prodotti.

“Siamo l’azienda leader in Italia nel mercato dell’abbigliamento e sentiamo la responsabilità di facilitare il cambiamento verso una moda circolare. Da una parte, stiamo ripensando il modo in cui progettiamo in nostri prodotti per renderli compatibili con un sistema circolare e dall’altra, ci impegniamo a stimolare e facilitare la partecipazione attiva dei clienti mettendo per esempio a disposizione i nostri negozi per la raccolta degli abiti usati.”

Simone Colombo, Responsabile Corporate Sustainability OVS SpA

Un altro obiettivo sfidante che OVS si impegna a realizzare entro il 2020 in questo ambito, è la raccolta di almeno 1000 tonnellate di abiti usati all’anno; l’equivalente di 3 milioni di T-shirt che eviteranno di finire in discarica e saranno riutilizzati o riciclati come fibre. OVS si prede un impegno importante e sceglie quindi di mettere a disposizione la propria rete di negozi per offrire un servizio utile e diventare il punto di riferimento nazionale per la raccolta e il riciclo degli abiti, promuovendo un comportamento virtuoso dei clienti soprattutto in Italia, ancora indietro in questo campo rispetto agli altri paesi europei. Siamo sicuri che gli italiani risponderanno bene a questa chiamata. Dal popolo dei più grandi creatori di stile al mondo ci aspettiamo questo ed altro nel prossimo futuro.

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